Le Olimpiadi di Parigi 2024 prevedono un’implementazione senza precedenti di tecnologie di sorveglianza basate sull’IA. Il governo francese ha autorizzato l’uso di questi strumenti per garantire la sicurezza durante l’evento, in collaborazione con aziende come Videtics, Orange Business, ChapsVision e Wintics. Questi sistemi sono impiegati per monitorare folle, rilevare oggetti abbandonati, segnalare movimenti sospetti e prevenire minacce, con l’obiettivo di intervenire tempestivamente in caso di pericolo.
Per rendere legale questa sorveglianza estesa, la Francia ha approvato la legge n. 2023-380, un pacchetto di leggi che include l’articolo 7 che consente la videosorveglianza intelligente prima, durante e dopo le Olimpiadi, e l’articolo 10, che consente specificamente l’uso di software di IA per esaminare i filmati e le telecamere. Tuttavia, queste misure hanno sollevato critiche da parte di studiosi, gruppi della società civile e sostenitori delle libertà civili, che sostengono che tali pratiche violino il Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) dell’UE e gli sforzi dell’Unione per regolamentare l’uso dell’IA.
La sorveglianza basata sull’IA pone seri interrogativi sulla privacy e sulla gestione dei dati. Gli algoritmi e le telecamere utilizzate catturano e analizzano caratteristiche fisiologiche e comportamentali delle persone, come posizione del corpo, andatura e movimenti, che possono essere considerati dati biometrici. Nonostante le rassicurazioni del governo francese e delle aziende coinvolte, che affermano di rispettare le normative del GDPR, i critici temono che queste tecnologie possano portare a una sorveglianza di massa legalizzata e normalizzata, con potenziali invasioni della privacy che vanno oltre l’evento olimpico stesso. Inoltre, sono ormai note le problematiche legate alla discriminazione esercitata dalle tecnologie di sorveglianza basate sull’IA.
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