Laurence Tubiana, ex diplomatico francese e architetto degli Accordi di Parigi, ha recentemente proposto di tassare l’intelligenza artificiale e le criptovalute per finanziare interventi in merito alla crisi climatica in corso.
Difatti, la decisione deriva dal fatto che entrambe le tecnologie consumano energia a dismisura: solo per generare bitcoin si spende l’equivalente del consumo energetico annuale della Polonia, mentre le aziende IT lottano per assicurarsi forniture elettriche in tutto il mondo. A tal proposito, la dirigente della European Climate Foundation, che guida il Global Solidarity Levies Task Force, ha già ottenuto un primo successo: otto paesi hanno firmato un accordo per nuove tariffe su voli business, prima classe e jet privati e queste tasse potrebbero raccogliere 147 miliardi di euro all’anno se le grandi economie aderissero.
La speranza di riuscire a tassare l’IA, dunque, è una sfida estremamente complicata, in quanto le aziende dovrebbero spostare i data center. Per quanto riguarda le crypto, invece, ci sarà, molto presumibilmente, la resistenza degli Stati Uniti, dove Trump le sostiene. Inoltre, Tubiana critica anche l’esitazione di Macron sui tagli alle emissioni del 90% entro il 2040, definendola “una storia molto triste” che ridurrà le possibilità di successo per il vertice Cop30.
Leggi l’articolo completo Tax on AI and crypto could fund climate action, says former Paris accords envoy su The Guardian.
Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (19/07/2025).

