Assistenti virtuali che rispondono alle domande, piattaforme che adattano i corsi alle esigenze del singolo studente, laboratori immersivi che simulano scenari reali: l’intelligenza artificiale sta ridisegnando l’università. Non più programmi rigidi e lezioni dall’alto, ma percorsi dinamici, interattivi e personalizzati. È questo il cuore dell’Università 5.0, una visione che riecheggia i principi dell’Industry 5.0 europea, dove la tecnologia affianca le persone rendendola più inclusiva e sostenibile.
Nell’ottica di questo scenario, il contesto italiano rende questo cambiamento urgente. Difatti, solo il 22% degli adulti possiede un titolo universitario, contro il 42% della media OCSE, mentre tra i giovani la quota arriva al 32% ma resta lontana dal 48% medio. Per non parlare delle competenze digitali di base, dove la percentuale arriva appena al 45,8% contro il 55,6% europeo. Eppure oltre l’80% degli studenti nel mondo usa già l’intelligenza artificiale nello studio.
Dunque, per far fronte a queste carenze Multiversity, gruppo che riunisce Pegaso, Mercatorum e San Raffaele Roma, ha sviluppato un ecosistema integrato con strumenti come MultiLearn, chatbot disponibile 24 ore che risponde durante le videolezioni, Study Buddy per valutare la preparazione, e Virtual Lab per esperienze immersive. L’IA si occupa delle attività ripetitive liberando tempo per tutoraggio e qualità formativa, ma nonostante la crescita del settore, vi è al contempo una responsabilità crescente nell’educare all’uso consapevole dell’IA, rafforzando fiducia e inclusione per l’università del futuro.
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Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (05/09/2025).

