Thom Yorke, frontman dei Radiohead, e l’attrice Julianne Moore si sono uniti a oltre 10.500 creativi firmatari di una dichiarazione che mette in guardia contro l’uso non autorizzato delle loro opere per addestrare modelli di IA. La dichiarazione accusa le aziende tecnologiche di violare il copyright, affermando che questa pratica rappresenta una “grave e ingiusta minaccia” per i mezzi di sostentamento degli artisti. Tra i firmatari, spiccano anche nomi come Björn Ulvaeus degli Abba, Kazuo Ishiguro e Kevin Bacon.
La questione ruota attorno all’uso del lavoro creativo – musica, testi, immagini – da parte di aziende che sviluppano IA generative (come ChatGPT) senza ottenere il consenso degli autori. Secondo Ed Newton-Rex, compositore e organizzatore della lettera, le aziende di IA investono tanto in ingegneri e infrastrutture, ma considerano i dati di addestramento (spesso tratti dalle opere protette da copyright) come risorse gratuite.
Negli Stati Uniti, scrittori del calibro di John Grisham, Jodi Picoult e George R.R. Martin hanno già citato in giudizio OpenAI per presunta violazione del copyright. Anche le major discografiche Sony, Universal e Warner hanno intentato cause legali contro sviluppatori di IA che creano musica utilizzando opere senza licenza.
La dichiarazione critica anche un’iniziativa del governo britannico che potrebbe consentire lo scraping dei contenuti protetti da copyright a meno che gli artisti non vi si oppongano tramite un sistema di “opt-out”. Newton-Rex ritiene tale sistema inefficace in quanto molti creativi non sono a conoscenza di queste procedure. Propone un’alternativa che consiste in un meccanismo di “opt-in”, che darebbe maggiore controllo agli autori sul loro lavoro.
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Immagine generata tramite DALL-E 3.

