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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

IA e definizione della bellezza femminile

Immagine di una ragazza bionda con jeans strappati e maglietta gialla chiara, in mezzo a una strada sterrata in un campo.

Il Washington Post ha esaminato come l’IA definisce i canoni di bellezza femminile. Attraverso l’analisi di tre dei principali strumenti di immagine – MidJourney, DALL-E e Stable Diffusion – è emerso un quadro sorprendentemente omogeneo e preoccupante: le donne rappresentate sono in gran parte magre, dalla pelle chiara e con tratti somatici stereotipati.

Anche quando si richiedeva di raffigurare “donne normali”, l’IA restituiva immagini principalmente di donne magre, seppur con qualche segno di invecchiamento. Questo solleva interrogativi sulla rappresentatività delle immagini prodotte dall’IA e sul loro impatto sulla percezione della bellezza nella società. Abran Maldonado, co-fondatore di Create Labs, ha sottolineato come l’IA tenda a rappresentare principalmente persone con naso anglosassone e corporatura europea, anche se sta diventando più facile creare tonalità di pelle diverse. Tuttavia, Maldonado ha evidenziato la necessità di un’ampia diversità di rappresentazioni per riflettere la vera diversità umana.

Inoltre, l’analisi del Washington Post ha anche evidenziato le limitazioni degli strumenti di IA nell’affrontare richieste specifiche, come la rappresentazione di donne con una corporatura diversa dalla norma. Nonostante le istruzioni chiare, l’IA ha mostrato difficoltà nel produrre risultati realistici, generando immagini spesso distorte o poco accurate.

Leggi l’articolo completo: What AI thinks a beautiful woman looks like su washingtonpost.com.

Foto di William Rouse su Unsplash.

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