Con la diffusione dei sistemi di riconoscimento facciale negli spazi pubblici britannici, alcuni designer propongono l’abbigliamento anti-sorveglianza come nuova tendenza della moda. I capi integrano pattern adversarial, disegni pensati per confondere gli algoritmi di visione artificiale. Nick Tidball, cofondatore del marchio Vollebak, ritiene che basterebbe una celebrità a indossarne uno perché il fenomeno esploda, oggi popolare nella moda underground.
A spingere l’interesse sono i timori legati alla sorveglianza di massa. Un sondaggio mostra che quasi il 60% delle persone considera il riconoscimento facciale un passo verso una società sorvegliata, mentre le autorità sulla biometria chiedono nuove leggi, dopo errori di identificazione più frequenti su persone nere e asiatiche. Daniel Preuß, di Urban Privacy, racconta capi con stampe ampie, tagli asimmetrici e cappucci a LED contro le telecamere notturne.
Secondo Rachele Didero, di Cap_able, l’interesse per questi capi è cresciuto molto, spinto dalla paura verso l’intelligenza artificiale. Tidball avverte che il destino della tendenza dipenderà anche dai governi, poiché un abbigliamento davvero efficace potrebbe finire vietato.
Leggi l’articolo completo “Adversarial clothing’: are garments designed to confuse facial recognition systems about to go mainstream?” su The Guardian.
Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (10/12/2024).

