Come nascono le abitudini e perché alcune si consolidano più rapidamente di altre? Uno studio innovativo, guidato da Anastasia Buyalskaya, utilizza l’intelligenza artificiale per scoprire i segreti dietro la formazione della routine.
Lo studio si è focalizzato su due comportamenti: la frequenza in palestra e il lavaggio delle mani tra gli operatori sanitari. Con oltre 12 milioni di visite in palestra e 40 milioni di episodi di lavaggio delle mani, i ricercatori hanno usato un metodo di apprendimento automatico chiamato Predicting Context Sensitivity (PCS); una tecnica che scova schemi nascosti nei dati senza partire da preconcetti, rivelando connessioni sorprendenti.
Una delle scoperte chiave è che non esiste un numero fisso di giorni per formare un’abitudine. Le azioni semplici e ripetitive, come lavarsi le mani, richiedono alcune settimane per consolidarsi. Per quanto riguarda abitudini che richiedono più pianificazione e un coinvolgimento emotivo maggiore, come andare in palestra, servono mesi. A giocare un ruolo cruciale è anche il contesto. Le abitudini possono essere “contagiose”, infatti nei reparti ospedalieri dove il lavaggio delle mani era già diffuso, i tassi erano più alti. Sembra, inoltre, che chi ha già una routine consolidata, come i frequentatori abituali di palestra, sia meno influenzato dagli incentivi esterni rispetto a chi è alle prime armi.
Data la sua capacità di analizzare una mole enorme di dati, l’Intelligenza Artificiale può aiutarci a capire meglio i meccanismi alla base di alcuni nostri comportamenti. E potrebbe dare una mano nella formazione di alcune abitudini che richiedono un lavoro strategico per sedimentarsi.
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Immagine generata con DALL-E3.

