Adobe ha lanciato Adobe Content Authenticity, un’app che consente agli artisti di proteggere le proprie opere dallo scraping AI. Questa piattaforma permette di ricorrere alla tecnica della filigranatura digitale, o watermark, e “credenziali di contenuto” basate su crittografia C2PA, che consente di tracciare la provenienza di immagini, video e audio, fungendo da firma digitale moderna. Anche se Adobe ha già integrato queste credenziali in prodotti come Photoshop e Firefly, l’innovazione sta nel fatto che Content Authenticity può essere utilizzata anche per contenuti creati al di fuori dei suoi strumenti. Il lancio pubblico della versione beta è previsto per l’inizio del 2025.
Come sostiene Claire Leibowicz di Partnership on AI, questa iniziativa di Adobe permette agli artisti di rivendicare maggiore controllo sui propri lavori. Tuttavia, non è garantito che le aziende che addestrano modelli di IA rispetteranno effettivamente il segnale “non addestrare”.
Adobe, consapevole della facilità con cui i metadati possono essere eliminati, combina diversi metodi di protezione, tra cui impronte digitali e filigrane invisibili, assicurando che le credenziali seguano i file anche se caricati su piattaforme diverse o condivisi tramite screenshot. Tuttavia, Ely Greenfield, CTO dei media digitali di Adobe, ammette che nessuna filigrana è completamente inviolabile, affermando che lo scopo principale è prevenire uno “stripping” accidentale o involontario, piuttosto che contrastare attacchi intenzionali.
Questa iniziativa si inserisce in un più ampio panorama di strumenti creati per difendere i diritti degli artisti contro lo sfruttamento non autorizzato da parte di aziende tecnologiche, come Nightshade e Glaze.
Leggi l’articolo completo: Adobe vuole semplificare per gli artisti l’inserimento nella blacklist del loro lavoro dallo scraping AI su technologyreview.com.

Immagine generata tramite DALL-E 3.

