Le proteste di massa “No Kings” contro l’amministrazione Trump, che prevedono 2.600 raduni in tutti i cinquanta gli Stati degli Stati Uniti, preoccupano i difensori dei diritti civili che mettono in guardia sull’uso di tecnologie di sorveglianza governativa.
Secondo diversi esperti e attivisti, infatti, strumenti come il riconoscimento facciale, droni o il monitoraggio dei social media potrebbero essere impiegati dalle autorità federali e locali per osservare i manifestanti, compromettendo la libertà di espressione e di riunione garantite dal Primo Emendamento. Non sarebbe la prima volta che tecnologie del genere vengono impiegate su civili qualsiasi per il solo fatto di aver partecipato a manifestazioni politiche non in linea con le opinioni esposte dal governo statunitense.
Organizzazioni come la Electronic Frontier Foundation e la ACLU denunciano l’assenza di limiti legali chiari sull’impiego di questi strumenti e la difficoltà nel dimostrare eventuali violazioni della privacy. Il Dipartimento per la Sicurezza Interna e l’agenzia ICE hanno risposto sottolineando di agire nel rispetto della legge, ma non hanno chiarito la portata della sorveglianza.
Secondo documenti ottenuti dal gruppo Property of the People, almeno uno dei “fusion center” dell’intelligence interna statunitense sta monitorando le manifestazioni. Inoltre, anche alcuni senatori democratici accusano l’amministrazione Trump di usare i poteri governativi per reprimere il dissenso politico.
Leggi l’articolo completo: As ‘No Kings’ protests denounce Trump, surveillance worries emerge su reuters.com
Immagine generata tramite DALL-E. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (21/10/2025).

