Con l’obiettivo dil combattere le truffe telefoniche globali, una nuova tecnologia basata sull’IA sta emergendo come un nuovo alleato cruciale, si tratta du Apate. Creato dal Prof. Dali Kaafar e dal suo team presso la Macquarie University, Apate prende il nome dalla dea greca dell’inganno per via del suo obiettivo, quello di neutralizzare i truffatori telefonici mentre raccoglie dati essenziali per smantellare le loro reti criminali.
Apate utilizza chatbot avanzati che simulano conversazioni umane con truffatori telefonici. Personaggi come Malcolm e Ibrahim sono solo due dei numerosi bot creati per interagire con i criminali, ingannandoli a loro volta e raccogliendo informazioni cruciali durante le chiamate. Questi bot non solo intrattengono i truffatori con conversazioni fittizie, ma imparano dalle interazioni con loro per migliorare le loro strategie nel tempo.
Dal suo lancio avvenuto nel dicembre 2020, Apate ha contribuito significativamente a ridurre le chiamate di truffa, bloccandone quasi 2 miliardi in Australia, grazie anche a finanziamenti significativi dell’Office of National Intelligence. I bot di Apate variano in personalità, accento e risposte emotive, creando un’ampia gamma di interazioni che confondono e intrappolano i truffatori.
Nonostante i successi, ci sono comunque delle sfide da affrontare. Eh si. Infatti, Richard Buckland, professore di criminalità informatica all’Università del Nuovo Galles del Sud, sottolinea la necessità di garantire che solo i truffatori vengano dirottati verso questi bot, per evitare errori di identificazione.
Leggi l’articolo completo: Real criminals, fake victims: how chatbots are being deployed in the global fight against phone scammers su theguardian.com.

Foto di Tara Winstead su Pexels.

