Una nuova causa nel New Jersey fa emergere le difficoltà nel contrastare il fenomeno del porno deepfake. L’app ClothOff, attiva da oltre due anni e progettata per generare immagini e video sessualmente espliciti senza consenso, continua a circolare sul web e su Telegram nonostante sia stata rimossa dai principali store e social. La denuncia, depositata a ottobre da una clinica della Yale Law School per conto di una studentessa minorenne, evidenzia la complessità di individuare e perseguire gli autori.
Il caso riflette le sfide più ampie della pornografia non consensuale generata dall’IA. Piattaforme come Grok, infatti, possono beneficiare di protezioni legali legate al Primo Emendamento, a meno di prove che dimostrino consapevolezza o negligenza intenzionale nella produzione di contenuti illegali.
Nonostante il divieto legale della pornografia minorile, la regolamentazione delle piattaforme AI generiche è ancora imprecisa e opaca. A livello internazionale, alcuni Paesi hanno già preso provvedimenti per limitarne l’accesso, ma negli Stati Uniti le autorità non hanno ancora emesso risposte ufficiali.
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Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (03/12/2024).

