Google ha esteso in più di 40 paesi l’AI Mode (modalità AI) del suo motore di ricerca, tra questi anche paesi europei come Italia, Germania e Spagna. Sono state anche introdotte 38 nuove lingue. Questa “experience” di ricerca si basa sui modelli Gemini 2.5.
L’AI Mode è accessibile sia da computer che da dispositivi mobili e si presenta come una scheda separata nei risultati di ricerca. Utilizza tecniche avanzate di “query fan-out” per scomporre domande complesse, integra capacità multimodali e punta a offrire risposte più articolate collegando contenuti web pertinenti.
Secondo Google, l’AI Mode risponde al cambiamento delle abitudini degli utenti che, ad oggi, sembrerebbero formulare domande più lunghe e complesse. Secondo l’azienda, questa nuova funzione favorisce una maggiore scoperta di contenuti online e contribuisce a mantenere stabile il traffico complessivo verso il web. Tuttavia, gli editori segnalano cali di traffico organico fino al 70% e temono una progressiva “morte del web libero”, accusando Google di incentivare gli utenti a rimanere sulle sue piattaforme.
Le critiche si concentrano anche sulla mancanza di chiarezza circa la responsabilità editoriale di Google per le risposte generate dall’AI e sulla trasparenza dei dati di addestramento dei modelli Gemini, temi sui quali l’azienda non ha fornito risposte concrete.
Per ora l’integrazione pubblicitaria è esclusa in Europa, ma Google testa già inserzioni basate sull’intelligenza artificiale negli Stati Uniti.
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Immagine generata tramite DALL-E. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (30/10/2024).

