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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

The Atlantic porta alla luce database di milioni di brani musicali

un paio di cuffie appoggiate vicino a un pc portatile. Immagine astratta stile acquarello, toni blu e azzurri.

La comunità di sviluppatori di intelligenza artificiale avrebbe attinto a un immenso bacino di oltre 21 milioni di brani musicali, spesso senza alcuna autorizzazione, per addestrare i propri modelli. È quanto emerge da un’inchiesta di The Atlantic che ha portato alla luce l’esistenza di vasti dataset contenenti milioni di tracce coperte da diritto d’autore.

Analizzando articoli di ricerca pubblicati dagli sviluppatori e scandagliando i siti di condivisione dati per l’IA, i giornalisti hanno individuato un database con 12 milioni di canzoni, un altro con 9 milioni e due archivi minori da 100.000 brani ciascuno. Secondo quanto riportato, ognuno di questi cataloghi sarebbe stato scaricato migliaia di volte. Tra le opere usate senza consenso figurano brani di celebrità come Taylor Swift, Bad Bunny e intramontabili classici dei Beatles.

La testata ha messo a disposizione un sistema di ricerca online per consentire ai detentori dei diritti di verificare la presenza impropria dei loro brani negli archivi utilizzati per l’addestramento dell’IA. Una situazione che ricalca quanto già visto nel settore editoriale, dove le azioni legali per pirateria hanno dimostrato maggiore efficacia rispetto a quelle per violazione del copyright.

Leggi l’articolo completo: Milioni di brani usati senza licenza per addestrare l’intelligenza artificiale su Ansa

Immagine generata tramite DALL-E. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (25/11/2024).

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