Gli strumenti di rilevamento dell’IA fanno fatica a identificare i “falsi ibridi”, ovvero quelle immagini o queivideo che combinano elementi reali e generati dall’IA.
Verso la fine di gennaio, video virali di una tempesta di neve a Kamchatka hanno ingannato redazioni di testate di tutto il mondo, trattandosi in realtà di immagini generate dall’IA. Strumenti come ImageWhisperer avevano identificato i video come falsi, ma quando diverse persone hanno iniziato a testare lo strumento, hanno notato che non funzionava sempre correttamente. In pratica, lo strumento dava dei risultati corretti, ma non sempre identificava tutti i falsi, soprattutto i “falsi ibridi” in cui elementi reali e generati dall’IA si combinavano. Infatti, i rilevatori tradizionali analizzano i pixel e restituiscono una probabilità, ma non notano incoerenze visive evidenti agli esseri umani, come leggi della fisica non rispettate, volti distorti o luci incongruenti.
ImageWhisperer, ad oggi, separa primo piano da sfondo, confronta le “impronte” della fotocamera, verifica bordi, direzione della luce e artefatti di compressione, e aggrega i risultati di più modelli di rilevamento. I modelli linguistici avanzati possono anche “osservare” anomalie che la matematica da sola non rileva, come volti deformati o architetture impossibili.
Questo approccio doppio, “calcolatrice più detective”, migliora il riconoscimento dei falsi ibridi, sempre più facili da creare con strumenti IA che modificano immagini reali in modo perfetto.
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Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (10/09/2024).

