L’Information Commissioner’s Office (ICO), l’autorità britannica per la protezione dei dati, ha aperto un’indagine formale su X e xAI di Elon Musk per violazione del GDPR. Il caso riguarda la produzione non consensuale di deepfake a sfondo sessuale tramite Grok, che tra dicembre e gennaio ha generato circa 3 milioni di immagini sessualizzate in meno due settimane, di cui 23.000 raffiguranti apparentemente minori. L’inchiesta verificherà se siano state implementate adeguate misure di salvaguardia nella progettazione e implementazione del sistema.
L’indagine si concentra sull’utilizzo dei dati personali per generare immagini intime senza consenso o informazione preventiva, con particolare attenzione ai casi che coinvolgono minori. Il GDPR richiede che i dati personali, incluse le immagini, siano gestiti in modo lecito, trasparente e con il consenso informato degli interessati. Le violazioni possono comportare sanzioni fino a 17,5 milioni di sterline o il 4% del fatturato globale.
Ofcom, l’autorità britannica che invece regola comunicazioni e servizi online, sta conducendo un’indagine separata su X, attualmente in fase di raccolta prove. L’autorità non indaga xAI poiché l’Online Safety Act non copre i chatbot che interagiscono solo con singoli utenti, ma valuta se estendere l’inchiesta verificando la conformità di xAI alle norme sull’age-gating dei contenuti pornografici. Un gruppo trasversale di parlamentari ha sollecitato il governo a introdurre una legislazione specifica sull’IA che obblighi gli sviluppatori a valutazioni preventive dei rischi, mentre il Dipartimento per Scienza, Innovazione e Tecnologia annuncia il rafforzamento dell’Online Safety Act e il divieto di strumenti progettati per creare immagini intime non consensuali.
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Immagine generata tramite DALL-E. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (14/03/2025).

