Le interfacce cervello-computer impiantabili (i BCI) offrono potenzialità terapeutiche straordinarie, come nel caso della gestione dell’epilessia, dove monitorano i dati neurali per prevenire crisi e ottimizzare il trattamento.
Tuttavia, l’assenza di obblighi legali per la manutenzione continua di questi impianti crea una grave lacuna normativa. Il caso di Rita Leggett, che ha vissuto l’espianto indesiderato del suo BCI dopo la bancarotta dell’azienda produttrice. Le teorie sulla mente suggeriscono che il BCI di Leggett non solo avesse migliorato le sue capacità cognitive, ma era diventato parte della sua identità. La perdita dell’impianto ha compromesso il suo diritto alla libertà cognitiva e all’integrità mentale, rivelando la necessità di un quadro normativo che garantisca la continuità della manutenzione e la protezione dei neurodiritti per evitare danni psicologici e preservare l’autonomia del paziente.
Leggi l’articolo completo: Expanding the mind and rights of patients with implantable BCIs su blogs.bmj.com.
Immagine generata tramite DALL-E 3.

