Sui social di Meta, esiste un account chiamato “Bush Legend” che è seguito da oltre 180.000 utenti e che sta diventando sempre più famoso. Su quel profilo è possibile osservare i video di un uomo di nome Jarren che esplora le zone più aride e selvagge australiane, informando sulla fauna locale. L’account è stato creato nell’ottobre 2025 in Nuova Zelanda da un residente sudafricano e inizialmente era una pagina satirica di notizie, poi è diventata una pagina con contenuti sulla fauna, dichiarando un intento educativo.
Qual’è il problema? I video presentano immagini e voce realistiche ma, in realtà, sono generate dall’IA. Sia Jarren sia gli ambienti sono completamente fittizi. Inoltre, i profili sono stati molto criticati accusando l’avatar protagonista rappresentare una forma di “blackface digitale” e appropriazione culturale. L’avvocatessa Dr. Terri Janke, ad esempio, sottolinea i rischi etici di usare l’IA per simulare persone delle Prime Nazioni senza consenso, evidenziando danni culturali e il potenziale di perpetuare stereotipi. Anche l’accademica Tamika Worrell si esprime ed evidenzia l’assenza di tutele legislative, osservando come l’IA possa rappresentare erroneamente la cultura indigena e alimentare commenti razzisti. L’esperto di IA Toby Walsh aggiunge che i modelli di machine learning ereditano i pregiudizi dai dati di addestramento, rendendo probabile la riproduzione di stereotipi.
L’account Bush Legend ha dichiarato di non cercare di rappresentare alcuna cultura e di concentrarsi esclusivamente sulle storie di animali.
Leggi l’articolo completo: ‘It’s AI blackface’: social media account hailed as the Aboriginal Steve Irwin is an AI character created in New Zealand su theguardian.com
Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (01/12/2024).

