Come ormai è noto, ChatGPT è arrivato su Whatsapp. Ora è possibile chattarci direttamente dall’app di messaggistica a questo numero: +1 800-242-8478. Non servono registrazioni.
Per alcuni, questa novità apre nuove possibilità. Ma, per altri, genera diversi interrogativi sulla privacy. Il quotidiano La Repubblica suggerisce 10 domande da porsi prima di immergersi in questa nuova realtà, eccone alcune:
- Perché OpenAI offre ChatGPT gratis su WhatsApp? Per rendere l’IA accessibile a tutti, con l’intento di ampliare il proprio bacino di dati (ebbene si, più accessi significa più dati);
- Perché i dati umani sono cruciali? Consentono all’IA di apprendere schemi e contesti per risposte più naturali.
- Cosa guadagna Meta? Si tratta dell’azienda che possiede Whatsapp, perciò guadagna permettendo alle aziende di usare chatbot dotati di IA su WhatsApp per rispondere automaticamente ai clienti. Questo aiuta le aziende a gestire meglio le richieste e rende WhatsApp più utile per il lavoro, spingendo le aziende a investire di più nella piattaforma. Anche se i messaggi inviati a ChatGPT sono protetti mentre viaggiano, una volta elaborati dall’IA, Meta non li dovrebbe poter vedere o usare. Quindi, il guadagno di Meta non è sui dati, ma sui soldi che le aziende pagano per usare questi strumenti avanzati.
- OpenAI conserva le conversazioni? Sì, per motivi di sicurezza e prevenzione abusi.
- ChatGPT memorizza informazioni sugli utenti? Sembrerebbe di no in quanto la funzione memoria non è attiva su WhatsApp.
- OpenAI può usare i messaggi per l’addestramento? Potenzialmente sì, salvo richiesta contraria.
- Come evitare l’uso dei dati? Su WhatsApp è necessario contattare OpenAI tramite il portale privacy o email.
Leggi l’articolo completo: Dieci domande da farsi prima di usare ChatGpt gratis su WhatsApp su repubblica.it.
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Immagine generata tramite DALL-E 3.

