La Cina sta accelerando la modernizzazione militare sfruttando le tecnologie civili. Pechino, infatti, ha deciso di far dialogare il suo ecosistema commerciale con la base industriale della difesa per potenziare le capacità dell’Esercito Popolare di Liberazione (PLA). La strategia di “fusione militare-civile” trae ispirazione dagli Stati Uniti, combinando innovazione commerciale e tecnologia militare in campi come immagini satellitari, microelettronica e sistemi di supporto alle decisioni basati sull’intelligenza artificiale. In sostanza, la Cina adatta tecnologie sviluppate per uso civile come droni, robot e software, per potenziare le capacità del suo esercito.
Secondo uno studio del Center for Security and Emerging Technology della Georgetown University, la maggior parte dei fornitori di tecnologie avanzate per il PLA sono aziende civili e università, molte delle quali fondate dopo il 2010. Le imprese statali, invece, risultano presenti ma meno centrali.
Aziende come iFlytek Digital, PIESAT e Sichuan Tengden forniscono software AI, piattaforme di simulazione e droni impiegati vicino a Taiwan e al Giappone, operando anche a livello globale.
L’integrazione tra settori civili e militari complica gli sforzi degli Stati Uniti per limitare la modernizzazione cinese tramite sanzioni o controlli sulle esportazioni. Se Pechino dovesse continuare a diversificare e potenziare la sua base industriale militare, gli Stati Uniti potrebbero perdere il vantaggio tecnologico tradizionale.
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Immagine generata tramite DALL-E. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (12/03/2025).

