La Cina sta adottando un approccio più pratico all’intelligenza artificiale, puntando su applicazioni concrete e immediatamente utili, contrariamente agli Stati Uniti che, invece, sembrano concentrati sulla ricerca dell’IA generale (AGI).
La Silicon Valley, infatti, è impegnata a investire miliardi nel tentativo di sviluppare macchine capaci di superare l’intelligenza umana. Pechino, invece, privilegia strumenti pratici a basso costo per migliorare l’efficienza economica e sociale. Modelli AI cinesi già supportano la correzione degli esami scolastici, la previsione meteorologica, l’agricoltura e la gestione della polizia. Università e aziende sviluppano ospedali assistiti da IA e robot per l’industria manifatturiera. Nel frattempo il governo cinese continua a stanziare miliardi in fondi e incentivi per startup e data center.
Questa direzione che ha preso la cinese è anche la “conseguenza” alle limitazioni imposte dalle restrizioni statunitensi sui semiconduttori. Infatti, hanno cercato di recuperare velocemente terreno e di sfruttare al meglio le tecnologie già disponibili. Alcune aziende cinesi mantengono comunque ambizioni sull’AGI, ma il governo procede con cautela, temendo rischi per la stabilità politica.
Se l’AGI dovesse rimanere lontana, la strategia cinese potrebbe permettere al Paese di superare gli Stati Uniti nell’uso pratico e globale dell’IA.
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Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (28/01/2025).

