ClimateGPT è il primo sistema di intelligenza artificiale open-source interamente dedicato ai cambiamenti climatici. Sviluppato dal collettivo di startup Endowment for Climate Intelligence (ECI), il modello si basa su tre modelli linguistici derivati da LLaMA 2 di Meta e lanciato ormai circa un anno fa. Degli esperti, in uno studio condotto recentemente, hanno testato il soggetto in questione, mostrandone criticità e potenzialità.
Per quanto riguarda le prime, in particolare, si è osservato come il sistema non aggiorni costantemente i dati climatici recenti, mostri talvolta risposte contraddittorie e presenta imprecisioni nelle traduzioni. Inoltre, non integra efficacemente la valutazione automatica con quella umana, oltre a non tenere adeguatamente conto degli sviluppi politici attuali, come, ad esempio, alcune mancanze relative all’amministrazione trumpiana.
Tuttavia, il sistema possiede anche notevoli punti di forza. Difatti, essendo stato addestrato su miliardi di pagine web e articoli accademici, ha raggiunto un notevole livello di expertise nelle tematiche climatiche, adottando un approccio etico all’intelligenza artificiale e offrendo risposte articolate a partire da quattro prospettive diverse: generale, scientifica, economica e sociale.
Gli esperti hanno verificato approfonditamente questi dati, rilevando come ClimateGPT risulti circa dieci volte più preciso questi temi rispetto a LLaMA 2. Oltre a ciò, particolarmente significativo è il suo ridotto impatto ambientale: produce dodici volte meno CO₂ del modello Meta, utilizzando energie rinnovabili.
Lo studio conclude che, pur presentando alcune problematicità, ClimateGPT rappresenta uno strumento prezioso sia per professionisti del settore, sia per cittadini interessati ad approfondire le ricerche più recenti sul cambiamento climatico e sulla sostenibilità.
Leggi l’articolo Chatbot, abbiamo testato quello dedicato a smascherare le fake news sul clima ed ecco cosa ci ha detto su Wired.
Immagine generata tramite DALL-E.

