• LinkedIn
  • Telegram
  • FB
  • FB

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Copyright e IA: il tribunale di San Francisco dà ragione ad Anthropic

illustrazione di un'etichetta con la scritta "copyright all rights reserved"

Un tribunale federale di San Francisco ha recentemente dato ragione ad Anthropic, l’azienda dietro Claude, stabilendo che utilizzare libri acquistati legalmente per addestrare l’intelligenza artificiale non viola il copyright. Il giudice William Alsup, difatti, ha ritenuto che l’uso dei testi di tre autori rientri nel fair use, paragonando l’addestramento dell’IA all’insegnamento della scrittura ai bambini.

Sebbene, di primo acchito, possa sembrare una vittoria significativa per le Big Tech dell’AI, presenta dei limiti: vale solamente per materiale ottenuto legalmente. Infatti, Anthropic dovrà comunque affrontare un altro processo per aver scaricato illegalmente oltre 7 milioni di libri piratati. In riferimento a questo, il tribunale ha tenuto a chiarire che scaricare contenuti illegali non può essere giustificato dal fair use, anche se destinati a usi potenzialmente legittimi.

Questa, dunque, che è solo una delle tante cause in corso che autori ed editori stanno facendo a giganti come OpenAI, Microsoft e Meta per violazione del copyright, sta creando una reazione unanime da parte delle aziende che sviluppano sistemi basati su IA, le quali si difendono sostenendo che usare opere protette per creare contenuti originali è del tutto lecito, e che pagare i vari diritti d’autore frenerebbe l’innovazione tecnologica.

Leggi l’articolo completo IA e copyright, prima vittoria delle Big Tech: è lecito usare i libri per addestrare i chatbot su La Repubblica.

Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (2025).

Esplora altri articoli su questi temi