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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

La corsa all’IA potrebbe ridefinire i rapporti tra superpotenze

Immagine astratta di due figure di profuilo che giocano a scatti, una colorata con la bandiera statunitense e l'altro con quella della Cina. Immagine in stile acquarello dai toni blu e azzurri.

Secondo il giornalista Thomas Friedman e l’esperto di IA Craig Mundie, ex dirigente Microsoft, l’intelligenza artificiale cambierà i rapporti tra Stati Uniti e Cina, costringendo i due stati a competere e cooperare allo stesso tempo.

A differenza delle tecnologie precedenti, l’IA non è confinata a un settore specifico, ma si diffonde ovunque, dai dispositivi medici alle auto, fino agli elettrodomestici. Questo la rende centrale per la crescita economica, ma anche rischiosa se priva di regole comuni. Senza un’“architettura etica condivisa”, affermano Friedman e Mundie, nessuno si fiderebbe dei prodotti tecnologici dell’altro Paese, con la conseguenza di bloccare gli scambi e frenare l’economia globale.

A differenza delle armi nucleari, sviluppate e controllate solo dagli Stati, l’IA nasce e si diffonde soprattutto nelle aziende private, rendendo impossibile un controllo centralizzato. Il rischio è quello di un mondo frammentato in “autarchie digitali”, dove ciascuno Stato costruisce un proprio ecosistema chiuso, con standard incompatibili e sfiducia verso l’esterno.

Per Friedman e Mundie la sfida principale non è tanto se Stati Uniti e Cina sapranno primeggiare l’uno sull’altro, quanto se riusciranno a stabilire insieme regole comuni che mantengano l’IA allineata alla prosperità umana e alla stabilità globale. I due immaginano la “coopetizione”come possibile soluzione, ovvero competere per l’eccellenza tecnologica, ma allo stesso tempo cooperare per fissare regole comuni che impediscano i peggiori scenari, dalla disinformazione di massa alle macchine autonome fuori controllo. 

Mundie propone che il controllo dell’IA si basi su tre principi. Il primo è che solo l’IA può regolare l’IA. Il secondo consiste nel fatto che ogni sistema deve avere un arbitro etico indipendente. Il terzo principio è che gli Stati Uniti e la Cina devono negoziare regole comuni come fecero con le armi nucleari.

L’obiettivo sarebbe costruire una “zona di IA affidabile”, accessibile solo a chi rispetta questi principi. In caso contrario, secondo Friedman e Mundie, l’IA rischierebbe di diffondersi come “armi nucleari agli angoli delle strade”.

Leggi l’articolo completo: The One Danger That Should Unite the U.S. and China su nytimes.com.

Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (28/01/2025).

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