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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Il concetto di “gratis” su internet non esiste

Immagine di una mano che da soldi a un'altra mano.

Il concetto di gratuità su internet viene messo in discussione da recenti eventi nel mondo dell’economia e della tecnologia. Due casi significativi emergono in particolare modo, la causa intentata dalla News Corp di Rupert Murdoch contro la startup di IA Perplexity, accusata di utilizzare contenuti “copiati” per addestrare i suoi algoritmi, e la decisione di Matt Mullenweg, fondatore di WordPress, di richiedere royalty per l’uso del suo software gratuito da parte di alcuni utenti a scopi commerciali.

Questi episodi rivelano una verità scomoda, ovvero che il concetto di “gratis” sembra non esistere davvero quando si parla di rete. Le piattaforme di IA generativa, che offrono servizi gratuiti, utilizzano i dati degli utenti per migliorare le loro tecnologie. Ma non solo, tutti i servizi online, dai social media ai motori di ricerca, traggono profitto dai dati forniti dagli utenti, spesso senza un adeguato riconoscimento. 

Sembrerebbe che in un contesto in cui “i dati sono il nuovo petrolio”, o la nuova moneta di scambio, i cittadini e aziende stiano faticando a comprendere il reale valore di ciò che concedono gratuitamente, con impatti significativi sulla privacy e sul futuro delle attività commerciali.

Leggi l’articolo completo: Dal caso WordPress alla causa Murdoch-Perplexity: ma il gratis in rete è mai esistito? su corriere.it.

Immagine generata tramite DALL-E 3.

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