Un’ondata di misoginia si sta diffondendo sempre di più in vista delle elezioni americane del 2024, ricordando quanto accaduto nel 2016, quando Hillary Clinton fu colpita da una valanga di commenti ed insulti misogini. I social media, con la loro capacità di amplificare i pregiudizi, contribuirono anche così all’elezione di Donald Trump.
Oggi, Kamala Harris, possibile candidata democratica, affronta attacchi simili. Commenti misogini e razzisti, come quelli del nuovo compagno di corsa di Trump, JD Vance, che l’ha definita una “gattara senza figli”, purtroppo suonano come familiari, in quanto somigliano preoccupantemente agli attacchi del passato e preannunciano una campagna elettorale velenosa.
La misoginia, alimentata dai social media, è diventata una delle armi più letali ed è diventata un’emergenza da affrontare, in grado di influenzare elezioni e geopolitica.
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Immagine generata tramite DALL-E 3.

