1. Alle origini dell’intelligenza artificiale
Nella storia ci sono momenti dove la non-neutralità della scienza è evidente. Uno dei momenti chiave nella storia di quel ramo della scienza (tecnologia?) che viene chiamato Informatica è il 1955, precisamente il 31 Agosto 1955. Questa viene considerata come la data di nascita della cosiddetta “intelligenza artificiale” (IA) perché è la data del documento dove appare per la prima volta: la proposta di un progetto di ricerca da avviare in un seminario al Dartmouth College nel New Hampshire. Questa viene accettata e il progetto parte nell’estate del 1956, i partecipanti sono alcuni tra i principali ricercatori della nascente area: John McCarthy, Marvin Minsky, Peter M. Milner, Nathaniel Rochester, Oliver Selfridge, Claude Shannon, Ray Solomonoff. La proposta è molto ambiziosa e si propone di simulare “every aspect of learning or any other feature of intelligence” (McCarthy e al., 1955). La storia dell’IA è condizionata dal nome stesso e attraversa diverse stagioni con alti e bassi. Molti anni dopo, con i milioni di immagini etichettate nel progetto di ImageNet di Fei Fei Li (Deng e al., 2009; Li, 2023) e con gli algoritmi per “calibrare” le reti neurali tipo AlexNet di Krizhevsky, Sutskever e Hinton (2012), l’idea vive una nuova stagione. L’idea di calibrare reti neurali correggendo gli errori in effetti risale al 1986 (Rumelhart, Hinton, Williams, 1986) ma è solo con i giganteschi data center delle Big Tech, con le loro immense risorse di memoria e di elaborazione che la cosiddetta “intelligenza artificiale” entra, sotto forma di chatbot, nella vita quotidiana di miliardi di persone (Patrignani, 2023).
2. Lo scisma del 1955: IA e cibernetica
Tornando alla questione della non-neutralità della scienza e al 1955. All’epoca i principali scienziati nell’area dei sistemi sono matematici, fisici, ingegneri e almeno quattro figure emergono dalla storia: Alan Turing (1912-1954), John Von Neumann (1903-1957), Norbert Wiener (1894-1964) e Claude Shannon (1916-2001). Nell’estate del 1955 Turing è già morto da un anno in circostanze controverse (Hodges, 1983). Von Neumann era gravemente malato a seguito delle radiazioni assorbite a Los Alamos durante il progetto Manhattan (Jacobsen, 2015). Restano Wiener e Shannon. Shannon viene invitato al seminario a Dartmouth, Wiener no, perché?

Questa domanda, secondo molti storici, sottintende un vero e proprio “scisma”. Lo stesso McCarthy, principale organizzatore del famoso seminario, ammette che alternative al nome “intelligenza artificiale” esistevano. La principale è “cibernetica“, campo di studi naturalmente interdisciplinare fondato proprio da Wiener per studiare il controllo e la comunicazione nei sistemi viventi e nelle macchine (Wiener, 1948). D’altra parte Wiener l’anno prima ha evidenziato i rischi degli impatti sociali della nascente scienza dell’informazione e dichiarato la sua posizione contro le applicazioni militari: “I do not expect to publish any future work of mine which may do damage in the hands of irresponsible militarists” (Wiener, 1947). Per questo viene considerato il fondatore della Computer Ethics (CPSR, 1987) e ancora oggi il Wiener Award è uno dei più prestigiosi riconoscimenti per ricercatori “in the field of the social implications of technology” (IEEE, 2026). McCarthy in una intervista ammette che “cybernetics” era una valida alternativa ad “artificial intellligence” ma questo significava dover invitare Wiener e la sua presenza avrebbe comportato discutere anche questioni controverse (come le applicazioni militari): “I wished to avoid having either to accept Norbert Wiener as a guru or having to argue with him” (Nilsson, 2009; Bloomfield, 1987). Considerato l’interesse dei militari per le possibili applicazioni dei computer lo “scisma” si compie.
Da una parte chi si interessa alla teoria dei sistemi, ai feedback e alle scienze della complessità, dall’altra chi si interessa degli aspetti computazionali, all’analisi dei dati e alle macchine.
3. I rischi dell’IA nelle mani delle Big Tech
Nel 2026 il Bulletin of the Atomic Scientists inserisce, per la prima volta nel suo rapporto annuale,gli sviluppi dell’IA tra i principali rischi che l’umanità si trova ad affrontare. La motivazione: “…the increasing sophistication and uncertain accuracy of Artificial Intelligence models have generated significant concern about their application in critical processes, particularly in military programs” (BAS, 2026).
Le IA centralizzate in mano alle Big Tech sollevano sfide sociali, ambientali ed etiche enormi. Si pensi agli impatti sul mondo del lavoro, ai consumi di territorio, acqua ed energia elettrica dei giganteschi data center, si pensi al ruolo ormai centrale delle IA nelle guerre del XXI secolo (Oliveri, 2025) mentre l’impatto sulle giovani generazioni degli algoritmi dei social controllati dalle Big Tech sta diventando devastante. D’altra parte in Silicon Valley tira un’aria da anarco-capitalismo sfrenato che non tollera nessun limite, sociale, giuridico, ambientale. Un’apoteosi di ultra-liberismo che vede il mercato e la tecnologia come unici strumenti di governo, disprezzando le leggi e l’educazione.
Finalmente emerge l’importanza di riprendere in controllo dei dati da parte delle persone, delle istituzioni: nel Gennaio 2026 persino il Parlamento Europeo approva una risoluzione che parla di “sovranità digitale”.
4. La bicicletta digitale come alternativa conviviale

Ma esiste un’alternativa “conviviale” alle Big Tech (Illich, 1973)? Esistono tecnologie digitali aperte, comunitarie, decentrate e interoperabili? La buona notizia è che queste caratteristiche sono già disponibili, per ogni necessità c’è un’alternativa “conviviale”: Linux, LibreOffice, OpenStreetMap, NexCloud, PeerTube, ProtonMail, Signal, Matrix, etc. Anche per l’IA esistono alternative come Apertus. Per i social, nel “universo federato” (fediverso) basato su protocolli standard come ActivityPub. le applicazioni più note sono Mastodon, Friendica, Pixelfed e tante altre. Nel fediverso i post vengono mostrati cronologicamente, non c’è un algoritmo segreto che crea dipendenza. Non c’è pubblicità. Le persone hanno il pieno controllo dei loro dati e possono migrare facilmente. Non c’è un singolo nodo che controlla tutti i nodi, è una federazione di comunità, ognuna decide come moderare i contenuti. Senza un centro, come le strutture naturali che evolvono in modo rizomatico. Con l’obiettivo di conoscere le tecnologie digitali conviviali il Centro Studi Sereno Regis ha avviato il progetto “la bicicletta digitale”. Un tentativo di ricucire lo “scisma” del 1955: ricostruire una visione unitaria dell’umano e delle macchine, progettare sistemi partendo dai bisogni umani e considerando gli impatti sociali, ambientali ed etici delle tecnologie digitali.
Riferimenti
– BAS (2026). It is now 85 seconds to midnight, thebulletin.org.
– Bloomfield B.P. (1987). The question of artificial intelligence, Routledge.
– CPSR (1987). The CPSR Wiener Award for Social and Professional Responsibility, Computer Professionals for Social Responsibility.
– Deng, J., Dong, W., Socher, R., Li, L., Li, K., Li, F. (2009). IImageNet: A large-scale hierarchical image database, IEEE Conference on Computer Vision and Pattern Recognition 2009.
– Hodges, A. (1983). Alan Turing the enigma, Simon and Schuster.
– IEEE (2026). Norbert Wiener Award, IEEE Tecnology and Society.
– Illich, I. (1973). Tools for conviviality, Harper & Row.
– Jacobsen, A. (2015). The Pentagon’s Brain. An Uncensored History of DARPA, America’s Top-Secret Military Research Agency, Hachette Book Group.
– Krizhevsky, A., Sutskever, I., Hinton, G. (2012). ImageNet Classification with Deep Convolutional Neural Networks, Proceedings NIPS 2012.
– Li, F. (2023). The worlds I see, Flatiron Books.
– McCarthy, J., Minsky, M., Milner, P., Rochester, N., Selfridge, O., Shannon, C., Solomonoff. R. (1955, August 31). A proposal for the Darmouth summer research project on Artificial Intelligence. http://jmc.stanford.edu/articles/dartmouth/dartmouth.pdf.
– Nilsson, H.J. (2009). The Quest for Artificial Intelligence, Stanford University.
– Oliveri, F. (2025). Il ruolo delle Big Tech nel genocidio di Gaza, Scienza &Pace Magazine, Centro Interdisciplinare Scienze per la Pace, Università di Pisa.
– Patrignani, N. (2023). Non chiamiamola “intelligenza artificiale”, IlMulino Rivista.
– Rumelhart, D., Hinton, G., Williams, R. (1986). Learning representations by back-propagation, Nature, 323.
– Wiener, N. (1947). A Scientist Rebels, The Atlantic.
– Wiener, N. (1948). Cybernetics: Or Control and Communication in the Animal and the Machine, MIT Press.
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