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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

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Datacenter IA: quando il territorio diventa resistenza democratica

Data center costruito in un territorio colpito da siccità

L’intelligenza artificiale non vive nel cloud. Vive in enormi capannoni che consumano acqua, energia e territorio. Ed è proprio lì che la resistenza si organizza.

Difatti, nel 2025, 48 progetti di datacenter per 156 miliardi di dollari sono stati bloccati negli Stati Uniti dall’opposizione locale. Agricoltori, comitati di quartiere, nazioni indigene: una coalizione trasversale e improbabile che dice no a infrastrutture calate dall’alto, spesso coperte da NDA, senza alcuna consultazione reale. Nonostante ciò, c’è chi critica questo movimento come “nimbyismo” mancando, però, il punto: bloccare un datacenter è oggi uno dei pochi strumenti concreti con cui i cittadini comuni possono esercitare pressione su aziende altrimenti irraggiungibili. Come sintetizza l’esperta antitrust Zephyr Teachout: senza che le persone mostrino forza, Google non si siederà ad alcun tavolo democratico.

Le preoccupazioni, dunque, sono concrete: bollette in aumento, consumo insostenibile di risorse, assenza di posti di lavoro locali, inquinamento acustico. E sullo sfondo, una domanda più grande: chi decide come viene sviluppata l’IA? A questo quesito, il Maine ha risposto con una moratoria statale sui datacenter iperscalari — la prima negli USA, mostrando un segnale politico chiaro, in vista delle elezioni di midterm 2026 e delle presidenziali 2028.

Leggi l’articolo completo The fight against AI datacenters isn’t just about tech – it’s about democracy su The Guardian.

Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (22/05/2025).

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