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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

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Deepfake e politica: in Spagna l’IA divide prima del voto

Interfaccia digitale stilizzata che rappresenta contenuti online e il problema della verifica tra reale e generato dall’intelligenza artificiale

A un mese dal voto del 29 novembre, la Spagna si divide su un caso che porta l’intelligenza artificiale al centro dello scontro politico. Il Partito popolare (PP), principale forza d’opposizione, ha diffuso sui propri canali ufficiali un video in cui versioni generate dall’IA di esponenti vicini ai socialisti di Pedro Sánchez sembrano ammettere tangenti e rapporti con prostitute. Tra loro ci sono Begoña Gómez, moglie del premier, e l’ex presidente Zapatero, entrambi al centro di inchieste ma entrambi pronti a respingere ogni addebito. Il video ha sfiorato i due milioni di visualizzazioni.

Il governo parla di «colossale menzogna». L’avviso sull’uso dell’IA c’è, ma in caratteri minuscoli e quasi trasparenti: secondo il ministro Óscar López, chi non conosce questi strumenti rischia di scambiare il falso per vero. Leire Díez, ex socialista ritratta nel video, ha denunciato il PP per diffamazione e furto di identità digitale.

Per la maggior parte dei nove giuristi consultati da El País, però, lo spot è lecito, perché dichiarato e satirico. Resta il nodo etico: per il professor José Javier Olivas è una «linea rossa» superata. Il PP replica che si tratta di satira sull’ipocrisia degli avversari. Il fenomeno, intanto, è globale: negli Stati Uniti, verso le elezioni di metà mandato, sono già oltre duecento gli spot con IA, quasi tutti repubblicani.

Leggi l’articolo completo Opposition deepfake video of Spanish PM’s wife sparks outrage before election su The Guardian.

Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (10/04/2026).

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