Un recente strumento di rilevamento, il “DeepFake-o-meter” (che si potrebbe tradurre come “deepfakeometro”), sviluppato da Siwei Lyu dell’Università di Buffalo, sta fornendo nuove soluzioni per l’individuazione di deepfake generati dall’IA.
I deepfake stanno diventando sempre più sofisticati e, secondo Siwei Lyu, è necessario che il processo di individuazione coinvolga sia algoritmi avanzati che l’intuizione umana. Caricando un elemento multimediale sospetto nel “DeepFake-o-meter”, gli utenti ricevono una valutazione che indica la probabilità che sia stato generato dall’IA.
Tuttavia, nonostante gli strumenti tecnologici, l’analisi umana rimane cruciale. Lyu sottolinea che “un operatore umano deve essere coinvolto nell’analisi”, in quanto i deepfake rappresentano un problema socio-tecnico e, perciò, richiede una combinazione di abilità sia umane che algoritmiche per essere affrontato.
Leggi l’articolo completo: How to spot a deepfake: the maker of a detection tool shares the key giveaways su theguardian.com.

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