L’Open Source Initiative (di cui l’acronimo è OSI) ha finalmente fornito una definizione chiara di intelligenza artificiale open source, dopo anni di ambiguità.
Questo nuovo standard stabilisce che i sistemi AI per essere definiti open source devono essere utilizzabili, ispezionabili e modificabili senza restrizioni, con una particolare enfasi sulla trasparenza riguardo ai dati di training, codice sorgente e pesi del modello. La definizione mira a risolvere le discrepanze nella terminologia e a garantire una maggiore chiarezza per i consumatori e i ricercatori.
Sebbene alcuni modelli di grandi aziende come Meta e Google siano accessibili, le licenze restrittive e la mancanza di dati pubblici hanno sollevato dubbi sulla loro vera natura open source. OSI prevede anche un meccanismo di applicazione per garantire che solo i modelli che soddisfano i nuovi criteri vengano riconosciuti come open source.
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Immagine generata tramite DALL-E 3.

