Dal 2022 la Ducati domina la MotoGP con tre titoli mondiali consecutivi e cinque piloti ai primi posti. Questo successo, però, non è solamente sportivo, ma nasce da un connubio con l’evoluzione tecnologica: se nel 2004 un weekend generava 1GB di dati, oggi le sei Ducati producono 300GB dopo l’elaborazione.
La casa motociclistica li gestisce attraverso dei sensori fisici, circa 30-35 per gara, che poi, attraverso algoritmi proprietari e grazie all’intelligenza artificiale, aumentano fino ad essere 1200, di cui il 99% è virtuale. Questi dati, difatti, permettono analisi precise su pneumatici, setup e prestazioni.
Nello specifico, quando la moto rientra ai box, i dati si trasmettono istantaneamente all’infrastruttura Lenovo ThinkAgile. Successivamente, mentre sei ingegneri analizzano gomme ed elettronica, supportati dal Remote Garage di Borgo Panigale con dieci tecnici collegati via radio, l’IA calibra i motori e individua dove ottimizzare i consumi e le performance, entrando così in un momento cruciale del processo, dato che ogni pilota ne ha solamente otto per tutta la stagione motociclistica.
La strategia vincente di Ducati, dunque, non è solamente l’innovazione, ma il fatto che tutti i dati vengono condivisi tra i piloti, permettendo dei miglioramenti collettivi e non individuali a livello teorico.
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