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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

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EDIH-PAI: 6,88 milioni di euro e 1.255 attività. Il PNRR che ha cambiato la digitalizzazione di PA e imprese

Progetto EDIH-PAI

Trieste, il palcoscenico di un bilancio che vale un’eredità.

Il 13 maggio 2026, nell’auditorium di Insiel a Trieste, si è chiuso un capitolo importante della trasformazione digitale italiana. L’evento finale di EDIH-PAI – “Il valore dell’innovazione, i risultati e le prospettive del progetto” – non è stato una semplice cerimonia conclusiva, ma la resa dei conti  di due anni di lavoro concreto su sei territori: Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Lazio e Belgio. In sala, istituzioni, partner, beneficiari e tecnici si sono ritrovati attorno a numeri che raccontano qualcosa di raro nel panorama dei progetti europei: un impatto misurabile, distribuito e radicato nei territori.

La tesi che ha attraversato l’intera giornata è emersa con chiarezza fin dall’apertura: la trasformazione digitale produce valore duraturo solo quando unisce tecnologia, competenze e collaborazione tra pubblico, privato e ricerca. EDIH-PAI ne è la dimostrazione.

I numeri che parlano: 1.255 attività, 421 soggetti, 344 sperimentazioni

Prima ancora delle parole, sono stati i dati a prendere la scena. In due anni di attività, EDIH-PAI ha sostenuto 1.255 interventi – 526 rivolti alle Pubbliche amministrazioni e 729 alle imprese – grazie a risorse PNRR per oltre 6,88 milioni di euro.

I soggetti coinvolti sono stati 421: 186 Pubbliche amministrazioni e 235 PMI, tra cui 77 microimprese e 35 piccole imprese composte quasi esclusivamente da cooperative e imprese sociali. Un dato che non è casuale: riflette una scelta precisa di campo, orientata verso il tessuto economico e sociale più fragile e, al tempo stesso, più radicato nei territori.

Sul fronte della sperimentazione, il progetto ha attivato 344 percorsi “Test  Before Invest” –  ovvero la possibilità per enti e imprese di testare soluzioni tecnologiche prima di investirvi in modo strutturale – per un valore complessivo di oltre 4,5 milioni di euro. A questi si aggiungono più di 30 servizi di consulenza specialistica e 408 percorsi formativi, attivati per oltre 1,6 milioni di euro. Numeri che, messi in fila, restituiscono l’immagine di un hub che ha lavorato su più livelli contemporaneamente: formazione, sperimentazione, consulenza, valutazione della maturità digitale.

Antonini: “Non solo consulenze, ma innovazione finanziata sul campo”

Ad aprire i lavori è stato Raffaele Spallone del MIMIT, seguito da Diego Antonini, amministratore unico di Insiel e capofila del progetto, che ha tracciato una sintesi lucida e  ambiziosa di quanto realizzato.

“Coordinato da Insiel – ha sottolineato Antonini – EDIH-PAI si è affermato come punto di riferimento per l’adozione consapevole delle tecnologie emergenti, operando lungo tre direttrici fondamentali: la digitalizzazione, con particolare attenzione alla cybersecurity e alla modernizzazione dei servizi; la sostenibilità, attraverso lo sviluppo di soluzioni per città intelligenti ed economia sociale; e l’inclusione, promuovendo accessibilità digitale, tecnologie assistive e nuovi modelli di didattica.”

Ma il passaggio più significativo del suo intervento ha riguardato la natura stessa del progetto: “Non si è limitato a consulenze e formazione, ma ha finanziato concretamente la sperimentazione di  nuove tecnologie – ogni intervento è costato tra i 10.000 e gli 80.000 euro – generando ricadute concrete sul territorio”. Chatbot per gli enti locali, sistemi di knowledge management basati su intelligenza artificiale, proof of concept su tecnologie immersive: strumenti che hanno migliorato servizi pubblici e privati, ottimizzato processi interni e rafforzato le capacità digitali delle organizzazioni coinvolte.

Le voci dei territori: dall’agricoltura all’energia, dai Comuni alle cooperative sociali

La parte più viva della giornata è stata quella delle testimonianze dirette, che hanno dato volto e sostanza ai numeri presentati.

Francesco Coletti, tecnico della Fondazione Agrifood & Bioeconomy FVG, ha raccontato come i dati satellitari integrati con strumenti di intelligenza artificiale stiano trasformando la gestione agricola, rendendo le decisioni più precise e sostenibili. Dino Salatin, presidente della Magnifica Comunità di Montagna Dolomiti Friulane, Cavallo e Cansiglio, ha illustrato come l’IA possa diventare alleata nella gestione e promozione degli eventi in contesti montani e periferici, spesso penalizzati dalla distanza dai grandi centri.

Sul fronte energetico, Franco Baritussio di FVG Energia e Mauro Guarini, vicepresidente di Part- Energy cooperativa di Legacoop FVG, hanno mostrato come l’innovazione digitale stia accelerando lo sviluppo delle Comunità Energetiche Rinnovabili, rendendo più efficiente la gestione condivisa dell’energia e più accessibile la partecipazione dei cittadini.

Marco Sartini, sindaco di Porcia, ha condiviso l’esperienza del Comune con il progetto Giulia, una soluzione dedicata all’innovazione dei processi amministrativi locali: un esempio concreto di come anche i piccoli enti possano beneficiare di strumenti digitali avanzati, purché accompagnati da supporto adeguato.

Particolarmente significativo è stato il contributo di Antonella Robortaccio, direttrice di  Solidarietà società cooperativa sociale, che ha presentato un caso dedicato al security assessment: la sicurezza informatica non come vincolo burocratico, ma come leva strategica della trasformazione digitale, capace di rafforzare la fiducia interna e la credibilità verso l’esterno.

Automatizzare la complessità: la rendicontazione PNRR senza ostacoli

Uno dei nodi più concreti affrontati nella giornata ha riguardato la rendicontazione dei progetti finanziati, spesso percepita come un labirinto burocratico che scoraggia soprattutto le PMI e i  piccoli Comuni.

Elena Viero, manager di Insiel, ha presentato la soluzione adottata: grazie alla collaborazione con Lean Experience Factory e Digital Automation, il progetto ha introdotto strumenti di Robotic Process Automation (RPA), software capaci di automatizzare accessi ai portali, compilazione dei campi e trasferimento dati. Una risposta pratica a un problema reale, che ha alleggerito il carico amministrativo e reso più accessibile la partecipazione ai programmi europei anche per le organizzazioni con risorse limitate.

Un partenariato che ha fatto la differenza

Dietro ai risultati di EDIH-PAI c’è una rete ampia e articolata: enti pubblici, università, centri di ricerca e organizzazioni del Terzo Settore hanno lavorato insieme per costruire un ecosistema dell’innovazione solido e collaborativo.

Il partenariato ha incluso realtà come ANCI Piemonte, CGM Finance, CSI Piemonte, Cooperazione Digitale, Diesis Network, Drimlab, Fondazione Links, Fondazione Piemonte Innova, Gnucoop, Halalto, Il Nodo, IRES FVG, Legacoop FVG, Moverim Consulting, Node, Stilema, Redrim e l’Università degli Studi di Torino. Una costellazione di competenze che ha permesso di rispondere a bisogni molto diversi – dalla cybersecurity all’intelligenza artificiale, dall’accessibilità digitale alle comunità energetiche – con un approccio integrato e territorialmente radicato.

L’eredità di EDIH-PAI: competenze, modelli, reti

La chiusura di Antonini ha restituito il senso profondo dell’intera giornata: “Edih-PAI ha dimostrato come la collaborazione tra pubblico, privato e mondo della ricerca possa accelerare concretamente i processi di innovazione nei territori. Attraverso un approccio integrato, abbiamo accompagnato enti e organizzazioni non solo nell’adozione di nuove tecnologie, ma soprattutto nello sviluppo di competenze e modelli sostenibili.”

La fine del progetto non è una chiusura, ma un punto di partenza. Quello che EDIH-PAI lascia ai territori non è solo un catalogo di soluzioni tecnologiche, ma qualcosa di più difficile da costruire e più duraturo: competenze diffuse, modelli replicabili e una rete consolidata tra istituzioni, imprese e attori della social economy. Un patrimonio che continuerà a sostenere la transizione digitale del Paese, perché l’innovazione vera non si esaurisce con il progetto che la finanzia: si radica nelle persone e nelle organizzazioni che l’hanno vissuta.

EDIH-PAI è un’iniziativa strategica finanziata nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), Missione 4 – Istruzione e ricerca, Componente 2 (M4C2), Investimento 2.3 dedicato al potenziamento dei centri di trasferimento tecnologico.

Immagini generate tramite ChatGPT. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (2026).

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