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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Emergono i primi limiti di Neon, il browser AI di Opera

un pc e una lente d'ingrandimento con la scritta IA che rappresenta la ricerca avanzata. Immagine astratta stile aquarello dalle tonalità azzurre.

Opera ha lanciato da poco Neon, un browser che integra tre agenti di intelligenza artificiale, Chat, Do e Make.

Ad oggi è possibile dare una valutazione più completa del risultato. Il prezzo dell’abbonamento mensile è di 20 dollari ed è stato giudicato piuttosto caro rispetto all’esperienza utente che effettivamente offre. Sembrerebbe infatti che si distingua più per la sue funzioni quali VPN, ad-blocker e una barra laterale personalizzabile, piuttosto che per la gestione simultanea dei tre bot. La tanto discussa combinazione dei 3 agenti AI risulta confusa e poco fluida. Chat, progettato per rispondere a domande e riassumere contenuti web, produce risposte eccessivamente verbose e imprecise. Do, l’agente operativo che può eseguire compiti come prenotazioni o ricerche, agisce in modo poco controllabile e spesso sbaglia obiettivi. Make, invece, consente di creare mini-app o giochi, mostrando potenzialità ancora emergenti. Le Cards, prompt preimpostati per ottimizzare l’interazione con i bot, sono per ora limitate e risultano poco utili.


Nonostante l’intento innovativo, Neon è stato percepito più come un prototipo in fase di test che come un prodotto maturo e finito. L’esperienza d’uso è lenta, discontinua e può anche rivelarsi frustrante. D’altra parte, Opera stessa afferma che il progetto sia ancora “in fase di rilascio anticipato”. 

Leggi l’articolo completo: Opera’s Neon shows just how confusing AI browsers still are su theverge.com

Immagine generata tramite DALL-E. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (05/11/2024).

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