Google ha deciso di abbandonare l’utilizzo del sistema ClaimReview, un codice di tagging fondamentale per identificare e valorizzare i contenuti caratterizzati da fact check (sono verifiche effettuate dai fact-checker che accertano la veridicità dei fatti) nei risultati di ricerca. Questa modifica, comunicata in modo poco chiaro, rischia di rendere più difficile per gli utenti accedere a informazioni verificate e affidabili online.
ClaimReview, adottato da fact checker indipendenti dal 2015 e supportato anche dalla Commissione europea, ha permesso per anni di evidenziare nei risultati di ricerca articoli con verifica dei fatti, offrendo contesto e valutazioni attendibili. I dati mostrano che questi contenuti venivano visualizzati miliardi di volte ogni anno su Google e Google News in diversi paesi.
Con il cambiamento, i contenuti con fact check perderanno visibilità e saranno trattati come normali risultati web con, in parallelo, la crescente presenza di risultati generati dall’IA sposta i contenuti di qualità più in basso nelle pagine di ricerca. La decisione, presa senza consultare i fact checker, si inserisce in un contesto di pressione sulle piattaforme per ridurre la moderazione dei contenuti e per adattarsi alla nuova era dell’IA.
Questo passo segue una scelta simile di Meta, che ha interrotto il fact checking di terze parti, con conseguenze negative a livello globale. Il risultato è una rete meno trasparente e affidabile, che complica la ricerca di informazioni verificate, contraddicendo l’obiettivo dichiarato di Google di semplificare e migliorare la qualità dei risultati online.
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