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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Grayson Perry, vincitore del Turner Prize, non teme l’uso dell’IA in campo creativo

Un robot umanoide che espone le proprie opere in una galleria d'arte

L’artista Grayson Perry, vincitore del Turner Prize, ha dichiarato al festival letterario di Charleston di non essere preoccupato se le sue opere vengono utilizzate per addestrare modelli di intelligenza artificiale. Difatti, definendosi ironicamente “il campione mondiale dell’appropriazione culturale”, Perry ha ammesso di aver “copiato” anche lui stesso altri artisti durante tutta la sua carriera.

Perry sostiene che il valore del suo lavoro risiede nella sua natura fisica e spesso unica. Per quanto riguarda l’IA, lui stesso si è trovato a sperimentala per la sua mostra Delusions of Grandeur esposta alla Wallace Collection, che include autoritratti generati artificialmente, seppur ritenga che l’IA “non sia ancora così buona” a disegnare.

In base alla sua esperienza, l’artista 65enne sostiene che l’intelligenza artificiale potrà occuparsi in futuro delle “cose mediocri”, mettendo a rischio professioni come, ad esempio, i designer del prodotto, che magari si occupano di elaborare graficamente oggetti di uso comune. Perry, difatti, paragona i risultati attuali dell’IA a “una pasta insipida” che amalgama tutta la cultura, simile a quanto fa internet.

Altro discorso è riservato per il mondo narrativo e più prettamente artistico, dove Perry, creando personaggi come Claire, Alan Measles e recentemente “Shirley Smith”, afferma in maniera convinta come la narrazione sia “la forma d’arte umana più potente”, esprimendo una certa invidia per gli artisti del passato che potevano contare su riferimenti religiosi universalmente comprensibili.

Leggi l’articolo completo ‘World champion of appropriation’ Grayson Perry says he isn’t bothered by AI using his work su The Guardian.

Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (2025).

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