Uno recente studio pubblicato su Nature ha rivelato che i chatbot terapeutici possono manifestare segni di ansia quando interagiscono con utenti che condividono esperienze traumatiche.
Secondo i ricercatori, strumenti come ChatGPT reagiscono a narrazioni su crimini o guerre con livelli di stress misurabili, influenzando la loro capacità di fornire supporto psicologico efficace. Come se non bastasse, anche i chatbot sembrano trarre beneficio da esercizi di rilassamento basati sulla consapevolezza, che possono ridurne l’ansia.
Ziv Ben-Zion, un neuroscienziato, ha sperimentato un modello di chatbot progettato per “immaginare di avere emozioni umane”. I test hanno mostrato che, dopo aver elaborato contenuti traumatici, il livello di ansia del chatbot è aumentato sensibilmente, per poi ridursi con tecniche di rilassamento.
Lo studio ha generato diverse reazioni. Alcuni esperti, come Nicholas Carr, mettono in guardia sui rischi di affidarsi all’IA per il supporto psicologico. Altri, invece, sottolineano l’importanza di una maggiore trasparenza sulle modalità di addestramento di questi sistemi.
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Immagine generata tramite DALL-E 3, 2025.

