A inizio luglio, i repubblicani si sono riuniti a Milwaukee per nominare Donald Trump e J.D. Vance come candidati presidenziali e, in occasione di questa convention, è stato formalmente presentato il programma del partito che, tra le varie cose, propone l’abrogazione dell’ordine esecutivo di Biden sull’IA. Questo documento è stato diverse volte lodato per la sua attenzione alla protezione dei lavoratori e dei consumatori, promuovendo un uso etico e responsabile della tecnologia.
Infatti, secondo Alondra Nelson e Ami Fields-Meyer, ex consulenti di politica tecnologica della Casa Bianca, l’eliminazione di questo ordine potrebbe generare conseguenze disastrose. L’ordine esecutivo attuale obbliga le agenzie federali a dare priorità alla sicurezza e alla privacy, studiando l’impatto dell’IA sul mercato del lavoro e sulle piccole imprese, e garantendo che i lavoratori siano coinvolti nelle decisioni tecnologiche. Inoltre, prevede l’uso responsabile dell’IA per migliorare i servizi pubblici e mitigare i rischi di discriminazione e altri danni.
Il partito repubblicano, invece, vuole affidare la regolamentazione dell’IA alle grandi aziende tecnologiche, che chiaramente trarrebbero profitto da un controllo ridotto. Questo approccio, avvertono Nelson e Fields-Meyer, lascerebbe i cittadini esposti a rischi significativi, come ad esempio la discriminazione nei processi di selezione degli inquilini, decisioni sanitarie errate o sorveglianza sul posto di lavoro.
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