In Francia, durante il periodo di svolgimento dell’esame di maturità, sta emergendo una nuova tematica in merito al ruolo dell’IA nei processi educativi: mentre, fino ad ora, si sospettava che solamente gli studenti potessero usare ChatGPT per svolgere i compiti, ora anche i professori potrebbero essere tentati dall’intelligenza artificiale per effettuare le correzioni.
Attualmente, nonostante il ministero dell’Istruzione abbia assicurato che quest’anno l’IA non entrerà nel processo di correzione e le valutazioni rimarranno tradizionali, molte startup francesi stanno però lanciando strumenti rivoluzionari. Prima fra tutte vi è Gingo, sviluppata ad Annecy, promette di ridurre dell’80% i tempi di correzione, rendendo sempre più irrealistica la frase secondo cui “i compiti non si correggono da soli”. Altre applicazioni, come Examino e PyxiScience, specializzata in matematica, si preparano a trasformare il lavoro degli insegnanti.
La vera sfida, dunque, sarà utilizzare questi strumenti senza perdere di vista il valore personale che il professore può vedere in uno studente, dalla conoscenza personale dell’allevio fino a tutti gli elementi caratterizzanti del suo percorso formativo, elementi difficilmente replicabili.
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