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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

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IA generativa nei giochi: crollo della fiducia verso gli artisti

Immagine pixelata di due personaggi di Videogiochi in stile Minecraft. Colori azzurrini e blu.

L’IA generativa sta dando vita a nuove tensioni nel mondo dei videogiochi. Alcuni sviluppatori sono stati accusati ingiustamente di ricorrere a immagini create artificialmente. Un esempio recente è quello dello studio Stamina Zero, la cui opera d’arte per il gioco Little Droid è stata etichettata come prodotto da IA, nonostante fosse stata realizzata da un’artista umana. Simili accuse hanno colpito anche altri, come lo sviluppatore Josh Caratelli con il suo Chessplus, e persino grandi aziende come Wizards of the Coast e Nintendo, costrette a smentire pubblicamente.

Questa diffidenza, alimentata dall’impiego sempre più diffuso di strumenti di IA generativa, sfocia sempre più spesso in sospetti e attacchi anche verso chi non impiega queste tecnologie, causando un clima di sfiducia e frustrazione per chi produce arte originale. Per difendersi, alcuni studi hanno adottato strategie di trasparenza, mostrando dettagliati processi creativi, ma non sempre queste prove riescono a placare i dubbi.

Questa situazione mette in evidenza una nuova problematica della società attuale, che si fa sempre più crescente. Si tratta della difficoltà nel distinguere tra creazioni umane e digitali e il rischio che l’arte tradizionale venga svalutata. In un contesto in cui persino le prove possono essere falsificate, la relazione tra creatori e pubblico rischia di basarsi sempre più sulla fiducia.

Leggi l’articolo completo: A real issue: video game developers are being accused of using AI – even when they aren’t su theguardian.com.

Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (2025).

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