Uno studio condotto da alcuni ricercatori dell’Università di Berkeley rivela il rovescio della medaglia quando si parla di adozione entusiastica dell’IA sul lavoro.
Analizzando otto mesi di osservazioni in una piccola azienda tecnologica, emerge che i dipendenti, pur non subendo pressioni esterne, hanno iniziato a fare di più con l’ausilio degli strumenti dotati di IA. Il risultato, quindi, non è stato un alleggerimento del carico lavorativo, bensì un’espansione dei compiti in ogni momento libero, dalle pause pranzo alle serate. Tuttavia, non va interpretato come un aumento della produttività. Infatti, la produttività reale è aumentata solo marginalmente, mentre stress e aspettative sono triplicate.
Studi precedenti confermano che i guadagni di tempo sono minimi e spesso illusori. L’adozione dell’IA sembra così alimentare una nuova forma di burnout, trasformando quello che prometteva di essere un moltiplicatore di capacità in una macchina di fatica continua.
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Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (21/02/2025).

