Il report di Anthropic pubblicato a marzo conclude che l’impatto dell’IA sull’occupazione resta finora limitato; non si registra un aumento sistematico della disoccupazione tra i lavoratori più esposti dall’autunno 2022, e l’adozione della tecnologia rimane ben al di sotto del suo potenziale teorico. Claude, secondo l’azienda, copre oggi solo un terzo dei compiti nella categoria informatica e matematica, contro un tetto teorico vicino al 100%. Anche la produttività del lavoro, negli ultimi tre anni, è cresciuta più lentamente rispetto al boom informatico degli anni ’90.
Il dato contrasta con le previsioni più allarmistiche dello stesso Dario Amodei, co-fondatore di Anthropic, che nel 2025 aveva ipotizzato la scomparsa di metà dei lavori entry-level entro cinque anni. Anche Sam Altman di OpenAI ha recentemente ridimensionato le sue previsioni, escludendo uno scenario di “apocalisse occupazionale”.
Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia, intanto, la domanda energetica dei data center più che raddoppierà entro il 2030, superando i consumi del Giappone. Il premio Nobel Daron Acemoglu osserva che le aziende del settore continuano a perdere centinaia di miliardi di dollari l’anno, mentre sette americani su dieci si oppongono alla costruzione di nuovi data center nella propria area.
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Immagine generata tramite DALL-E. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (09/05/2025).

