Fin dalla nascita di Internet, una delle cose che lo ha da sempre caratterizzato, è la libertà di porre “domande stupide”. Infatti, il web è molto popolato da domande stupide. Ora, i luoghi in cui queste domande vengono poste stanno cambiando. I forum, blog e siti web stanno cedendo il posto ai chatbot AI come ChatGPT, che si stanno trasformando sempre di più in uno spazio privato e senza alcun giudizio, in cui è possibile chiedere ciò che imbarazzerebbe chiedere ad altre persone.
Secondo OpenAI, quasi la metà delle conversazioni su ChatGPT consiste in domande. Si parla di uno spostamento da comunità umane verso sistemi AI. Questo comporta delle perdite. Ad esempio, Casey Fiesler, professoressa associata di scienze dell’informazione all’Università del Colorado Boulder, osserva che le risposte dell’IA mancano di esperienza vissuta, empatia e della vulnerabilità condivisa che, spesso, emergono quando ci si rivolge ad altre persone. Le risposte umane possono innescare discussioni, creare legami e rassicurare sul fatto di non essere soli nella propria incertezza.
Esistono anche problemi di affidabilità. Forum come Reddit offrono più risposte da confrontare collettivamente, mentre i chatbot tendono a fornire un’unica risposta e ad ammettere raramente l’incertezza. Questo può rafforzare il cosiddetto “automation bias”, la tendenza a considerare corrette le risposte delle macchine anche quando non lo sono. Inoltre, in assenza di testimoni umani, l’ignoranza non ha il costo sociale che nella realtà invece ha.
Ad oggi esistano ancora comunità attive su Reddit e nei gruppi Facebook, ma anche in questo caso le risposte generate dall’IA stanno invadendo anche questi spazi, con chatbot che a volte si fingono umani.
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Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (03/12/2024).

