Secondo il rapporto annuale dell’ISTAT, in Italia solo l’8% delle imprese utilizza l’IA, una quota significativamente inferiore rispetto ad altri paesi europei come Germania, Francia e Spagna.
I dati del rapporto indicano che nel 2023 appena il 45,8% degli italiani tra i 16 e i 74 anni possedeva competenze digitali di base, rispetto a una media europea del 55,5% e un obiettivo UE dell’80% da raggiungere entro il 2030. Il divario sembra essere ancora più marcato nell’Italia del sud, dove la percentuale scende al 36,1%. A ciò si aggiunge la famosa “fuga dei cervelli”. L’anno scorso, infatti, oltre 21.000 giovani laureati tra i 25 e i 34 anni hanno lasciato il paese, segnando un incremento del 21,2% su base annua. Gli ultimi dieci anni hanno registrato, in tutto, una perdita di 97.000 giovani qualificati.
La crescita economica in Italia rimane debole. Nel primo trimestre del 2024 il PIL è aumentato solo dello 0,3% rispetto ai tre mesi precedenti. Il governo ha rivisto al ribasso le stime per il 2025, passando dall’1,2% previsto a settembre allo 0,6%.
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