di Anna Strasser
Le categorie con cui tradizionalmente interpretiamo il mondo tecnologico sembrano sempre meno adeguate di fronte alle nuove forme di intelligenza artificiale. Le macchine sono semplici strumenti oppure nuovi attori sociali? Possiedono uno status morale oppure ne sono completamente prive?
In Inbetweenism, la filosofa Anna Strasser sostiene che questa contrapposizione rigida non è più sufficiente. Le tecnologie di IA generativa danno origine a fenomeni che sfuggono alle nostre classificazioni tradizionali e occupano uno spazio intermedio tra oggetti e agenti, tra strumenti e interlocutori.
Per affrontare questa sfida, l’autrice propone il concetto di “inbetweenism”, un nuovo quadro teorico che permette di comprendere le molteplici forme ibride generate dall’intelligenza artificiale. Piuttosto che pensare in termini di opposizioni nette, Strasser invita a considerare un continuum di posizioni e relazioni, capace di cogliere la complessità del rapporto tra esseri umani e sistemi artificiali.
Un contributo originale all’etica dell’IA, che mostra come l’emergere di nuove tecnologie stia trasformando non solo il nostro ambiente sociale, ma anche il modo in cui definiamo concetti fondamentali come responsabilità, agenzia e status morale.
Maggiori informazioni sul sito dell’editore: De Gruyter Bill

