La denuncia di Scarlett Johansson contro OpenAI per l’uso di una voce simile alla sua per realizzare la voce di Sky di ChatGPT, ha sollevato interrogativi sui diritti di immagine nell’era dell’IA generativa, detta anche genAI. In realtà, sembrerebbe che OpenAI abbia creato la voce utilizzando registrazioni di un’altra persona, ma ha sospeso il suo utilizzo in seguito alle preoccupazioni dell’attrice. Questo episodio ha innescato un dibattito sulla sufficienza delle leggi attuali nel proteggere l’aspetto e la voce delle persone.
Carys Craig, studiosa di proprietà intellettuale, insieme ad altri esperti legali, sottolineano la complessità della questione e la necessità di equilibrio tra protezione dei diritti e libertà di espressione. Negli Stati Uniti, alcuni stati hanno introdotto leggi specifiche, come il recente ELVIS Act in Tennessee, per proteggere i doppiatori dall’uso non autorizzato delle loro voci tramite IA.
L’IA generativa può essere usata per creare deepfake, con implicazioni che vanno dalla disinformazione alla pornografia non consensuale. Le iniziative tecniche, come la filigranatura digitale e strumenti per rilevare contenuti prodotti dalla genAI, sono in fase di sviluppo.
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