L’evoluzione dei modelli di intelligenza artificiale generativa, in particolare GPT-4o di OpenAI, ha sollevato nuove preoccupazioni sulla sicurezza digitale. Mentre queste tecnologie impressionano con la creazione di immagini artistiche, emergono altri usi più problematici.
Un ricercatore polacco di cybersicurezza, Borys Musielak, ha dimostrato come GPT-4o possa creare in soli cinque minuti un passaporto falso sufficientemente realistico da ingannare i sistemi automatici di verifica dell’identità (KYC). Questi sistemi, utilizzati da molte piattaforme finanziarie online, difatti, si basano principalmente sul confronto di fotografie, senza essere dotati di meccanismi più robusti come, ad esempio, la validazione tramite chip NFC.
Parallelamente, è emersa la capacità di GPT-4o di generare scontrini e ricevute false incredibilmente realistiche, inclusi dettagli come pieghe sulla carta o macchie simulate. Questo apre la porta a potenziali frodi, come richieste di rimborsi per acquisti mai effettuati, aspetto particolarmente problematico in un’epoca in cui molte amministrazioni accettano foto o scansioni digitali.
Dunque, come si può intuire, le implicazioni sono allarmanti: possibili furti d’identità su larga scala, richieste di credito fraudolente e creazione massiva di account falsi. In risposta, OpenAI ha implementato blocchi su richieste di creazione di documenti falsi e ha aggiunto metadati alle immagini generate che ne indicano l’origine artificiale, sebbene queste misure siano comunque ancora aggirabili. Per il futuro, difatti, potrebbero rendersi necessari sistemi di verifica più robusti, come codici QR crittografati o tecnologie blockchain.
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