La primavera scorsa sembrava segnare una svolta per la ricerca dell’IA, con grandi annunci da parte di Google e della startup Perplexity. Mentre Google lanciava AI Overviews, progettata per semplificare la ricerca online, Perplexity introduceva Pages, una funzione per creare pagine web personalizzate. Tuttavia, l’IA di Google, soggetta alle allucinazioni, ha fornito diverse risposte e suggerimenti errati quali mangiare pietre o usare la colla per fare la pizza, anziché offrire risposte affidabili. Perplexity, invece, è stata accusata di plagio, rivelando un altro lato oscuro della ricerca dell’IA.
Gli esperti sostengono che la effettuata per mezzo dell’IA non è ancora pronta per sostituire Google per via di difetti profondi e integrati nel suo funzionamento. Chirag Shah, professore di scienze dell’informazione all’Università di Washington, afferma che la ricerca AI può essere un buon complemento, ma la ricerca tradizionale rimane necessaria. La funzione AI Overviews di Google, ad esempio, ha continuato a fornire risposte errate anche settimane dopo il lancio, mostrando la persistenza del problema delle allucinazioni dell’IA.
Perplexity, con investitori come Jeff Bezos e Nvidia, è stata accusata di plagiare contenuti giornalistici. La funzione Pages ha riassunto articoli esclusivi e a pagamento di Forbes, sollevando accuse di furto di contenuti. Shah spiega che la tecnologia di generazione aumentata dal recupero (RAG) utilizzata da Perplexity, non è in grado di distinguere tra fonti buone e cattive, evidenziando la mancanza di giudizio da parte dell’IA.
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