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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

L’arte generata minaccia la connessione umana, non solo la creatività

Un gruppo di persone sulla sinistra e un robot umanoide sulla destra

L’arte generata dall’intelligenza artificiale non minaccia solo gli artisti, ma la connessione umana stessa. Secondo Eric Reinhart, l’essenza dell’arte non risiede nel prodotto finale, ma nel processo creativo: quando un artista crea, infonde nell’opera qualcosa di ineffabile della propria interiorità, permettendo al fruitore del prodotto creativo di riconoscersi e connettersi emotivamente.

L’IA, priva di esperienza vissuta e di desideri, produce solo “mimica spettrale” – opere tecnicamente competenti ma spiritualmente vuote. Questo fenomeno è particolarmente pericoloso perché l’arte autentica è fondamentale per la democrazia: crea quello che Kant chiamava sensus communis, ovvero una comprensione condivisa che unisce le persone nelle loro differenze. L’arte generata, invece, essendo controllata da miliardari della tecnologia, non democratizza la creatività ma la privatizza, trasformandoci da partecipanti attivi in consumatori passivi. Come il fascismo che estetizza la politica, l’IA offre l’illusione della libertà mentre, in realtà, a detta dell’autore, non fa altro che consolidare il potere.

Dunque, in un’epoca già segnata da solitudine e alienazione, l’invito è quello di difendere l’arte vera come forma di cura dell’anima e resistere alla tentazione di sostituire la creatività umana con simulacri meccanici che impoveriscono la nostra capacità di connessione umana autentica.

Leggi l’articolo completo The trouble with AI art isn’t just lack of originality. It’s something far bigger su The Guardian.

Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (2025).

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