L’intelligenza artificiale sta cambiando il modo in cui si lavora, e spesso si sente dire che distruggerà i posti di lavoro, soprattutto quelli per chi è all’inizio della carriera. Tante grandi aziende ed esperti avvertono di una possibile “apocalisse del lavoro”. Ma la realtà è più complessa: non è solo la tecnologia a decidere chi perde o guadagna, ma anche le scelte politiche ed economiche che mettono il profitto davanti alle persone.
Il vero problema sono salari bassi, poche aziende che dominano il mercato e pochi diritti per i lavoratori. L’IA spesso diventa una scusa per tagliare costi e condizioni di lavoro, anche se molti problemi esistevano già prima dell’arrivo dell’IA. Per esempio, è difficile per i giovani trovare un lavoro non tanto per colpa della tecnologia, ma perché le regole del gioco favoriscono chi ha già il potere.
La soluzione non è rinunciare all’innovazione, ma cambiare le regole: serve più tutela per i lavoratori, regole più giuste contro i monopoli, protezione per chi crea contenuti e una distribuzione più equa dei benefici dell’automazione. Solo così potremo trasformare l’IA da minaccia a opportunità per tutti, costruendo un futuro del lavoro più giusto e inclusivo.
Leggi l’articolo completo “Why Are We Pretending AI Is Going to Take All the Jobs?” su BIG by Matt Stoller.
Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (24/07/2025).

