La crisi climatica fa risaltare in maniera alquanto chiara le vulnerabilità delle catene di approvvigionamento globali, già messe alla prova dalla pandemia Covid-19. Le aziende, per far fronte a questi rischi, stanno cercando soluzioni innovative come i “gemelli digitali”, modelli virtuali che permettono di simulare e monitorare in tempo reale l’intera rete di produzione e distribuzione.
Un esempio pratico è Katty Fashion, una fabbrica di moda in Romania che, grazie al progetto R3GROUP, sta sviluppando un gemello digitale per analizzare i rischi legati agli eventi climatici estremi, come alluvioni o siccità. Questo strumento serve ad aiutare a identificare possibili problemi nei fornitori e ad adattare la produzione di conseguenza, migliorando la resilienza dell’azienda.
Il cambiamento climatico, infatti, ha già avuto impatti significativi su settori come quello dei semiconduttori, come dimostra la siccità a Taiwan che ha ridotto la disponibilità di acqua necessaria per la produzione. Per rispondere a queste sfide, le aziende stanno adottando tecnologie avanzate, come Sentrisk, che analizza i dati relativi alla supply chain e li combina con informazioni sui rischi climatici. Anche la piattaforma Earth-2 di Nvidia utilizza l’IA per prevedere eventi climatici estremi come alluvioni o siccità. Questi strumenti puntano ad aiutare le aziende a prendere decisioni più informate e tempestive per proteggere le loro operazioni in un contesto di crescente incertezza legata al clima. Tuttavia, da ciò ne deriva un paradosso non indifferente dato che, come ormai ben si sa, l’impatto ambientale dell’IA è particolarmente importante.
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Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (2025).

